La riforma del prezzo del gas ( v. 1.31032014)

Dal 1° ottobre 2013 è entrata in vigore il nuovo metodo di calcolo del prezzo del gas messo a punto dall’Autorità per l’energia con l’obiettivo di trasferire ai consumatori i benefici dei cambiamenti intervenuti nei mercati all’ingrosso a livello nazionale e internazionale.

Il nuovo metodo è applicato a tutti i contratti di fornitura dei clienti domestici del servizio di tutela (i cui prezzi sono aggiornati ogni tre mesi dall’Autorità), ma potrà avere ricadute anche sui contratti del mercato libero, che spesso hanno come riferimento i prezzi stabiliti dall’Autorità.

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Cosa cambia nel dettaglio:

La principale modifica riguarda la componente che finora rappresentava il costo della materia prima CCI, che sarà sostituita da una nuova componente CMEM.
Fino ad ora questa componente veniva aggiornata sulla base di indicatori legati alle quotazioni medie del petrolio e di altri combustibili sui mercati internazionali nei 9 mesi che precedono l’aggiornamento. Dall’aprile 2012, per avvicinare i prezzi italiani a quelli europei, l’aggiornamento ha tenuto conto anche di una quota gradualmente crescente di prezzi del gas rilevati sui mercati europei e dal 1° di ottobre utilizzerà i soli prezzi del mercato all’ingrosso del gas naturale, relativamente al trimestre oggetto dell’aggiornamento dove si trova la nuova componente in bolletta:

Fino ad ora la componente CCI era visualizzata in bolletta sotto la voce “Materia Prima Gas”.
Dal 1° di ottobre, la stessa voce “Materia Prima Gas” rappresenterà invece la nuova componente CMEM, insieme con un’altra componente (chiamata CCR) che copre elementi di rischio e di costo, tra cui quelli connesse alle attività necessarie all’acquisto all’ingrosso del gas.
La voce “Materia prima gas” sarà quindi la somma delle due componenti CMEM e CCR. Inoltre vanno a comporre il prezzo finale del singolo SMC ( Standard Metro Cubo )  anche altre componenti come segue :  

Il tutto è regolato dall’Autorità Garante .

Si possono studiate tutte le informazioni inerenti sul sito www.autorita.energia.it/


Approfondimenti:

La bolletta spiegata

Con la bolletta del gas,, famiglie e piccoli consumatori, pagano sostanzialmente per tre voci di spesa:  i servizi di vendita, cioè il prezzo del gas consumato; i servizi di reteper il trasporto, lo stoccaggio, la distribuzione e la gestione del contatore; le imposte. L’Autorità ha stabilito che queste voci e la relativa spesa siano indicate con chiarezza nel quadro di riepilogo,alla prima pagina della bolletta.

II Trimestre 2014

Composizione percentuale della spesa per il gas per l’utente tipo domestico in tutela
dettagli

I servizi di vendita
Sono la principale voce di spesa nella bolletta del gas (circa il 50% del totale) e comprendono il costo del gas che ci viene fornito per soddisfare i nostri consumi e le diverse attività svolte dal fornitore per l’acquisto e la commercializzazione.
I servizi di vendita si pagano per una piccola parte in quota fissa, indipendentemente dai consumi e, per la maggior parte in quota variabile, in base alla quantità di gas consumato.
Per i clienti che hanno cambiato fornitore passando al mercato libero, i costi del servizio di vendita sono stabiliti nel contratto di fornitura; per tutti i clienti nel servizio di tutela dell’Autorità vengono invece definiti e aggiornati ogni tre mesi dall’Autorità stessa.

Dal 1° ottobre 2013 a tutti i clienti domestici del servizio di tutela il costo della fornitura di gas viene calcolato secondo il nuovo metodo di calcolo introdotto con la riforma del gas dell’Autorità per trasferire ai consumatori i benefici dei cambiamenti nei mercati all’ingrosso a livello nazionale e internazionale.
La principale innovazione è che il costo gas non viene più calcolato in base a contratti di lungo periodo riferiti ai prodotti petroliferi, ma facendo riferimento al 100% ai prezzi spot che si formano sulle borse internazionali del gas. In questo modo, il valore della materia prima gas (indicato come componente CMEM , componente costo medio efficiente del mercato) viene calcolato in riferimento all’effettivo prezzo di mercato nei diversi momenti.
I servizi di rete
I servizi di rete sono  tutte le attività  per portare il gas ai clienti, trasportandolo nei gasdotti nazionali e nelle reti di distribuzione locale fino alle abitazioni; comprendono anche l’attività di stoccaggio e la gestione del contatore domestico.

Per i servizi di rete non si paga un prezzo di mercato (come accade per i servizi di vendita) ma una tariffa stabilita dall’Autorità  aggiornata di anno in anno per tener conto dell’inflazione, degli investimenti realizzati e degli obiettivi di recupero di efficienza fissati dall’Autorità stessa.

La differenza fra servizi di vendita e servizi di rete è molto importante: infatti è solo sui servizi di vendita che si può scegliere fra le diverse offerte commerciali (sconti, prezzi bloccati etc etc) dei diversi fornitori in concorrenza fra loro.  Nei servizi di rete, invece, non c’è scelta perché le reti non si possono moltiplicare, costerebbe troppo: quindi  le reti devono essere utilizzate da tutti i fornitori per servire tutti i consumatori.

Le tariffe di rete vengono applicate sia ai clienti del mercato libero che nel servizio di tutela e si pagano in quota variabile legata ai consumi e in quota fissa sempre uguale.

All’interno dei servizi di rete nella bolletta del gas si pagano anche i cosiddetti oneri di sistema, introdotti per legge: componente RE, per la realizzazione di progetti di risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore del gas componente RS, per l’incentivazione della qualità del servizio componenteUG1, per coprire gli eventuali squilibri dei sistemi di perequazione per la distribuzione e misura del gas.          
Le imposte
Le imposte rappresentano in media il 35% sul totale della bolletta del gas e comprendono: l’imposta sul consumo (accisa) l’addizionale regionale l’imposta sul valore aggiunto (IVA) L’accisa per gli usi civili, e quindi per quelli domestici, incide per un 17% sul totale della bolletta. E’ diversificata per le due macro zone Centro nord e Centro sud e varia a seconda di quattro scaglioni di consumo; per gli usi industriali ha un’unica aliquota per i consumi fino a 200mila standard metri cubi Smc;

L’addizionale regionale pesa per un 2% circa sul totale della bolletta ed è decisa in modo autonomo da ciascuna regione nei limiti fissati dalla legge. Sia l’accisa nazionale che l’addizionale regionale si pagano in base alla quantità di energia consumata.

L’IVA si applica alla somma di tutte le voci della bolletta (costo dei servizi di vendita + costo dei servizi di rete + accise); per gli usi civili è del 10% per i primi 480mc consumati, del 22% su tutti gli altri consumi e sulle quote fisse; per gli usi industriali generalmente è del 22%. Questa voce incide per circa il 15% sul totale della spesa per la fornitura di gas.

La spesa totale di unutente domestico tipocon consumi annui pari a 1400 standard metri cubi di gas – servito in regime di tutela
risulta di circa 1162  euro/anno così ripartiti:

percentuale della spesa totale euro/anno (approssimati)
servizi di vendita 46,25% 537
servizi di rete 17,71% 206
imposte 36,04% 419

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